Carissimi fratelli e sorelle,nel mentre il mondo ci costringe ad essere spettatori spesso impotenti, ma non indifferenti e disinteressati, della violenza, della sopraffazione, della menzogna e della morte, come il caso dell’attuale guerra in Ucraina, il Signore ci invita, come ogni anno, a partecipare e godere dei frutti della sua Pasqua; Egli mette nelle nostre mani un’eredità inaudita, sempre nuova e pagata a prezzo del suo sangue: è il dono della PACE. L’invito e l’augurio che ci facciamo è quello di renderci depositari attenti e intelligenti di questo dono, facendoci “artigiani della pace” secondo lo Spirito del Vangelo dentro le relazioni quotidiane, pubbliche e private.“Io – scrive San Paolo – prigioniero a motivo del Signore, vi esorto: comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a vicenda nell’amore, avendo a cuore di conservare l’unità dello spiri-to per mezzo del vincolo della pace” (Ef 4,1-3).Buona Santa Pasqua ai ministri e collaboratori,agli anziani e ammalati, alle famiglie, ai bambini, ai ragazzi e giovani; a studenti e lavoratori, a quanti si prestano volontariamente per servire il bene comune nelle sue molteplici forme, a quanti sono stati eletti per esercitare il governo per il bene dei cittadini.Buona Pasqua a voi, fratelli e sorelle che la guerra vi ha costretti a scappare togliendovi tutto, o a combattere a difesa del vostro paese esponendo le vostre vite: possiate trovare volti amici, mani sicure, abbracci sinceri, solidarietà e accoglienza concreta.Buona Santa Pasqua…